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CANI e COVID: alcune informazioni utili


13 Novembre 2020

In questi mesi si è spesso letto un po’ di tutto riguardo alla possibilità che gli animali domestici (cani e gatti in particolare) possano infettarsi e infettarci con il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Facciamo intanto chiarezza su questo aspetto: in tutti gli studi e le ricerche svolte non è mai stato rilevato un aumento dei titoli anticorpali che sono decisivi per decretare un’infezione. Questo significa in parole povere che al momento i ricercatori escludono che cani e gatti possano ammalarsi di covid-19 e quindi anche essere veicolo di infezione per l’essere umano.

Esiste tuttavia un particolare tipo di coronavirus chiamato CCoV che è diffuso in tutto il mondo. Questo virus è una versione canina di coronavirus, diversa dal virus che colpisce noi umani. Il “loro” corona virus comporta principalmente disturbi gastrointestinali.

La terapia si concentra su misure di supporto che riducano la diarrea e stabilizzino l’animale a livello circolatorio. Anche per la versione canina del virus non esistono vaccini o farmaci specifici al momento.

COVID E LIBERTA’ DI MOVIMENTO

Stabilito che i nostri cani e i nostri gatti non trasmettono in alcun modo il nuovo coronavirus e non sono in pericolo per la versione umana della malattia, è fondamentale continuare a farli stare all’aria aperta senza nessun tipo di timore. Questo è un aspetto fondamentale non solo per la salute fisica ma anche per la loro salute psichica, il loro sistema immunitario e per il controllo dello stress. Non a caso anche il DPCM più stringente ha sempre lasciato tutelata la possibilità di fare più passeggiate al giorno con il proprio cane.

Ovviamente quando ci troviamo fuori casa dobbiamo sempre prestare massima attenzione ai comportamenti dei nostri animali, a dove vanno, a cosa raccolgono da terra e, importantissimo, dobbiamo gettare sempre le loro deiezioni negli appositi cestini per evitare che altri animali ne vengano in contatto e prendano eventuali parassiti.

COSA FARE SE SIAMO IN QUARANTENA?

Se siamo in quarantena e quindi obbligatoriamente chiusi in casa per tutelare la salute altrui, è bene consegnare a qualcuno il nostro animale domestico - se le condizioni lo permettono. È ovvio che il nostro cane preferirebbe stare con noi e nella casa che conosce, se però non disponiamo di un giardino / terrazzo dove poterlo far stare all’aria aperta ed espletare i suoi bisogni, ci si può rivolgere a un servizio di pensionamento o farlo temporaneamente accudire da persone che appartengono a categorie a basso rischio (non anziani, per esempio, e non persone con patologie o problematiche di salute).

CONTRASTO AL SARS-CoV-2: I CANI ANTI-INFEZIONE

È noto a tutti gli appassionati di animali e non che i cani sono dotati di un olfatto estremamente sviluppato, in grado di captare odori assolutamente impercettibili per l’uomo. Molti di questi cani detti “molecolari” sono utilizzati dalle forze di polizia per la ricerca olfattiva di esplosivi e soprattutto di stupefacenti.

Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi volti a dimostrare la capacità di questi cani di riconoscere la presenza di patologie nell’uomo proprio grazie ai cambiamenti di odore che intervengono quando insorge una malattia.

È proprio a partire da questi studi che si è cercato aiuto nei nostri eroi a quattro zampe anche per il corona virus. In particolar modo in diversi aeroporti, tra cui quello di Helsinki si sta mettendo in pratica una nuova procedura: ai passeggeri in arrivo all'aeroporto internazionale viene offerto un test rapido – della durata di circa dieci secondi - per rilevare il coronavirus: a eseguirlo sono un paio di cani, addestrati a rilevare l'odore del covid! I passeggeri raccolgono un po’ del loro sudore con delle salviettine, passate ad esempio sul collo. Ai cani vengono sottoposte mano a mano queste salviette e se riconoscono l’odore a cui sono stati addestrati (ovvero quello del corona virus) lo segnalano ai loro istruttori. Il cane impiega una decina di secondi ad esaminare un campione e quindi la segnalazione di eventuali casi sospetti è davvero rapida. Se il cane rileva il virus in una delle salviette il passeggero viene poi sottoposto al più tradizionale tampone. Si tratta di un programma pilota per adesso, ma i risultati sono stati strabilianti. Dall’università di Helsinki affermano che il processo «è molto promettente» e «se funziona, potrebbe rivelarsi un buon metodo di screening in altri luoghi» come ospedali, case di cura o centri sportivi.

Nei test preliminari dell'università, i cani – che in precedenza erano stati utilizzati per rilevare malattie come il cancro e il diabete – sono stati in grado di identificare il virus con un'accuratezza quasi del 100%, anche giorni prima che un paziente sviluppasse i sintomi. Questo significa che ancora una volta i nostri amici cani potrebbero davvero venire in aiuto dell’uomo, velocizzando i processi di individuazione di malati. Una notizia davvero incoraggiante, di cui abbiamo davvero tanto bisogno in questo periodo!

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